Ayla figlia della Terra

Ayla figlia della Terra - Jean M. Auel, Silvia Stefani Avvincente ed emozionante, è l'unico romanzo che abbia mai letto ambientato nella preistoria.

Ayla è una bambina Cro-Magnon che rimane orfana a causa di un terremoto. Viene trovata e curata da Iza, la donna della medicina di un Clan di Neanderthal, che l'adotterà.

Ayla, però, è molto diversa dai membri del Clan, è alta, snella e bionda, è capace di piangere ed emettere suoni complessi (mentre i Neanderthal per comunicare hanno dovuto sviluppare un complicato sistema di gesti), ma soprattutto è curiosa, intelligente, impara in fretta e pone tante domande.

Questo la rende diversa dai membri del Clan, lei è e sarà sempre una degli "Altri": la sua vita nel Clan sarà sempre difficile e pesante, i membri faticheranno ad accettarla e, sebbene Ayla sia gentile, altruista ed onesta, fino alla fine avrà dei contrasti fortissimi, in particolare con un membro.

Il libro evidenzia come le qualità di Ayla, che probabilmente sono le qualità dei Cro-Magnon in genere, siano la chiave per la sopravvivenza della specie: infatti i Neanderthal, che basano la loro vita su tradizioni ben radicate che non lasciano spazio a novità ed invenzioni, sono destinati ad estinguersi.

Arrivati all'ultima pagina, dal finale aperto, viene proprio voglia di iniziare immediatamente il secondo dei sei libri che compongono la saga "I figli della Terra".

Appassionante, emozionante e del tutto nuovo, per via dell'ambientazione atipica preistorica, permette di interrogarsi su quell'era lontana e sulla vita, società e tecnologia dei nostri progenitori.

Da tanto tempo non mi capitava di aver tanta voglia di leggere un libro (e di desiderare che non finisse mai!)