Il cardellino (Scala stranieri)

Il cardellino (Scala stranieri) - Donna Tartt Romanzo di formazione lunghissimo, quasi fine a se stesso, perché non ha una vera e propria conclusione.

Theo è un ragazzo piuttosto sfortunato, perde la madre, cui è legatissimo, in un attentato che lo lascia illeso (a parte l'ovvio trauma, che di fatto non supererà mai) e vivrà prima da amici e poi dal padre con problemi d'alcol, ma in realtà sarà lasciato a se stesso.

Pagina dopo pagina, Theo rischia di perdersi, tra cattive compagnie (che però risulteranno tra le persone più importanti della sua vita), alcol e droghe. Ma è sempre e solo autodistruzione, punizioni che si infligge per espiare colpe che non ha o un modo per combattere l'angoscia e la tristezza che ormai fanno parte del suo quotidiano.

"Il cartellino", questo quadro realmente esistente, da cui il titolo del libro, è il suo legame con la madre, quasi lo scopo della sua vita, ed è contemporaneamente una presenza importante e ingombrante.

Lungo tutto il romanzo, Theo non farà altro che seguire gli eventi e lasciarsi da loro trasportare, fino alla fine, in cui vive il suo non-fidanzamento e risolve (costretto dagli eventi, non per scelta!) delle questioni che rischiavano di mettere in difficoltà il suo socio, una delle persone più gentili e generose che abbia mai avuto la fortuna di incontrare.

Non è chiaro cosa succederà in seguito a Theo, né professionalmente né sentimentalmente, (con ogni probabilità nulla, continuerà a lasciarsi andare) perché il romanzo si chiude con una lunga ed amara (e a tratti un po' banale) riflessione sulla vita fatta da Theo in prima persona.